
Questa è una discussione che molto probabilmente va avanti dalla notte dei tempi. Da quando si è visto che ci sono allenatori che vengono pagati anche a peso d’oro ma non riescono a far vincere la squadra. C’è chi è favorevole alla pratica di pagare un tanto alla vittoria. Chi è meno favorevole perché ci sono allenatori che sono come dei motori diesel, cioè danno il meglio quando sono in moto e non da fermi. Ma non si è ancora trovata una via di mezzo chiara che riesca a coniugare le due versioni.
Nella maggior parte dei casi, una dirigenza di squadra assume un allenatore per far allenare la squadra. Con la prospettiva di farlo nella giusta maniera per far vincere le partite. La dirigenza decide una paga e quella paga rimane sia nei momenti brutti che in quelli molto belli. Con opzioni di rinnovo negli anni se arrivano traguardi importanti, come una coppa o lo scudetto. La situazione tipica in cui l’allenatore può perdere il suo accordo è quando viene esonerato perché la squadra non vince o non risponde alle sue direttive. Come è stato per Fabio Grosso alla Fiorentina, con tre sconfitte di fila a inizio campionato.
Mettersi a pagare un allenatore in base alle vittorie che riesce a portare a casa, significa quasi farne un gettonista. Come uno di quei medici che vengono pagati a fattura da un ospedale e finito il proprio turno vanno a casa propria e chi si è visto si è visto. Ma guardando dalla prospettiva di un calciatore, mancherebbe la guida umana a cui fare riferimento quando sorgono dei problemi o quando è necessaria una parola in più di incoraggiamento.
È indubbio che per una dirigenza che vuole vincere un allenatore pagato un tanto a vittoria sia più fruttifero. Perché così ci sarebbe più incentivo a far vincere la squadra. Ma se la squadra vince troppo, come si mette la questione? Se un allenatore è bravo con una squadra, come si può fare a limitarlo? Bisogna pagarlo lo stesso. E alle volte si deve anche aumentare il pagamento, visto che ha una sorta di potere di ricatto. Quindi è difficile quantificare il meccanismo corretto di pagamento rispetto alle singole vittorie. Forse bisognerebbe creare un ibrido tra fisso e variabile, con una base fissa e una variabile in base alle vittorie. Più o meno come già esiste, ma con una penale economica se non si vincono le partite. E per tenere conto degli allenatori diesel, offrire una tolleranza di un certo numero di partite prima di far scattare la penale.
Foto: Generata con Copilot AI

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