
Il caso di metà ottobre sul difensore del Livorno Regazzetti che si è operato fa capire perfettamente la questione. Quella che esiste da quando sono nati i social network e da quando ci sono persone che si prendono la libertà di dire quello che vogliono sui profili delle persone. Queste persone sono soprannominate “leoni da tastiera”. Cioè persone che davanti ad una tastiera di computer o di smartphone si sentono il potere di scrivere quello che vogliono su chi vogliono.
Il caso del calciatore del Livorno nasce perché era stato segnalato che si sarebbe dovuto fermare per un problema medico. Senza dire di che tipo di problema si trattasse. E da parte dei sostenitori del Livorno, forse anche altri al di fuori della cerchia dei tifosi livornesi, non c’è stata comprensione verso il proprio calciatore. Ma c’è stato subito sdegno e rabbia verso un giocatore che sembrava essere stato acquisito infortunato. Quindi un giocatore fallato che la squadra avrebbe dovuto riparare a proprie spese per rimetterlo in campo.
Il problema del calciatore è stato poi reso pubblico dopo l’operazione in una conferenza stampa della squadra. Ma la cosa più vergognosa, a riguardo, è stata proprio la leonità di tanti utenti social che piuttosto di capire hanno attaccato. Hanno reso zimbello il povero giocatore, trattandolo da bidone, e la squadra quando la realtà dei fatti era diametralmente opposta. Il giocatore aveva un serio problema di salute che poteva pregiudicare la sua vita, e non era semplicemente un problema fisico come capita alle volte ai calciatori. Dopo l’operazione per il tumore sarebbe ritornato in campo non appena finita la convalescenza.
Alla fine di tutto rimane che il tumore di Regazzetti nessuno ha voluto conoscerlo prima di lanciare insulti online. E rimane l’ignoranza spicciola delle persone che magari non aprono mai un giornale in vita loro e pretendono di poter giudicare. Chi sta scrivendo, per lavoro legge diversi giornali, ma non per questo ha il potere di insultare chicchessia. Peggio ancora chi scrive sui social frasi violente al limite della denuncia. Frasi che possono far sentire nella vergogna un livornese come si è sentito pubblicamente un simbolo sportivo locale come Lucarelli.
Foto: https://pixabay.com/it/photos/mani-il-computer-portatile-lavorando-2178566/
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