
Ogni sportivo è prima di tutto un essere umano. Con pregi e difetti, con stranezze e particolarità. E ogni sportivo ha bisogno di sentirsi sicuro, quando svolge la propria disciplina sportiva. Questa sicurezza viene da quello che uno fa prima di affrontare una gara. Cioè quei rituali che rendono unico uno sportivo rispetto a un altro. Come alcuni calciatori che si fanno il segno della croce quando devono entrare in campo.
Il gioco di uno sportivo ha un prima e un durante. Il prima non sono solo gli allenamenti che ciascuno svolge nella propria palestra o nel proprio campo di gioco. È anche quel rito che si consuma da soli o in compagnia per esorcizzare i propri demoni interiori. Le proprie insicurezze e le proprie fragilità che si riversano nella pratica sportiva.
Se sei in un campo da gioco devi svolgere il tuo ruolo in partita. Se sei un nuotatore devi nuotare più veloce o più preciso degli altri. Se sei un atleta, devi correre, saltare o fare meglio di tutti gli altri. E nella tua testa ci riesci, in tutti e tre i tipi di sport, se hai fatto prima quel gesto, hai pensato quel pensiero, o hai detto quello che hai bisogno di dire. Non averli portati a termine non ti permette di avere una testa sgombra da tutto quello che viene da pensare in quel momento. Come il caos, o il rumore tutto intorno a te.
I gesti, i pensieri e le parole che vengono messi in pratica sono i più diversi. C’è chi ha bisogno di toccare un oggetto, chi deve toccare il campo, chi una parete, chi la palla. Chi deve pensare a un determinato oggetto, chi a una persona. C’è poi tutto l’insieme delle frasi fatte o delle parole chiave che uno si deve ripetere ogni volta che gareggia. Chi si butta sulle formule magiche, chi sulle parolacce, chi sulle citazioni. Insomma: ogni sportivo ha la propria scaramanzia da fare, prima dello sport.
Foto: Generata con Copilot AI

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