Malagò commissario Giovanni Malagò è diventato commissario della FIGC il 6 ottobre di quest’anno, più di tre mesi dopo la sua elezione alla carica di presidente di questa federazione. Si potrebbe obiettare che sia una sorta di ritorno al proprio posto, come dire che quello che è uscito dalla porta è rientrato dalla finestra. In quel periodo si è affrontata la questione della nazionale e del suo allenatore Mancini, discusso dopo la precedente partenza verso l’estero di Mancini nel 2023. Oltre alla questione se Malagò stesso avesse i requisiti per essere presidente. Ma la scelta del CONI riguardo al caso è stata all’insegna della continuità dentro la Federazione. Perché Malagò non è stato giudicato indegno, ma solo burocraticamente mancante in base all’articolo 29 dello statuto, secondo cui chi si candida deve essere in regola con il tesseramento.

Malagò commissario

La burocrazia della FIGC, acronimo che sta per Federazione Italiana Giuoco Calcio, vuole un presidente tesserato. E Malagò è arrivato dal CONI in quanto ex presidente. Quindi di tesseramento non ne aveva. Ma il tesseramento era un prerequisito fondamentale per essere presidente. È stato semplicemente giudicato un presidente formalmente invalido alla carica.

Adesso lui è commissario straordinario. E la scelta è caduta su di lui per dare una continuità, per non trovarsi qualcuno che non abbia il favore delle leghe e degli altri componenti della federazione. Visto che Malagò è stato eletto proprio con il loro favore. E il CONI si è ben guardato dal perdere la fiducia delle componenti. Proprio in questo momento, con il campionato in corso e con tutte le altre coppe che si stanno svolgendo in parallelo.

Ci saranno, come vuole l’incarico dato a Malagò, nuove elezioni. Saranno il 14 dicembre 2026. E molto probabilmente lui sarà uno dei candidati alla carica di presidente. Sembrerebbe perché ha il favore di una parte importante della Federazione. Parte che non vuole rinunciare al suo candidato e quindi lo spingerà nel resto della federazione. Se sia una scelta valida lo si può dire con la durata da presidente CONI, cioè una conduzione più che decennale dal 2013 al 2025. Visto che è stato in carica così a lungo, è come se ci fosse garanzia sul lavoro che farebbe.

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