Il commentatore sportivo ex tennista sulla Gazzetta dello Sport chiaramente critica un tennis svolto troppo di notte

Tempo addietro sulle pagine della Gazzetta dello Sport è stato pubblicato un intervento di Paolo Bertolucci. E fino a qui nulla di strano perché dopo la carriera di tennista ha iniziato quella di commentatore sportivo. Ma quello che conta, ai fini di questo discorso, è che lui ha fatto una critica feroce verso un certo tipo di tennis. Un tennis giocato a tarda sera e che a detta di lui penalizza troppo i tennisti, visti i ritmi a cui dovrebbero stare dietro.

Giocare a tennis di notte

La sua analisi è stata fin troppo accurata, perché ha descritto la timeline di un giocatore che inizia un match alle 11 di sera. Mediamente una partita di tennis dura dalle 3 alle 5 ore. Quindi iniziando alle 11 si finisce dalle 2 alle 4 del mattino. Momento in cui un tennista, come tutti, magari vorrebbe dormire. Mentre invece deve combattere sia contro il proprio avversario, sia contro la fame che può o meno farsi sentire, sia contro i fusi orari a cui bisogna sottostare. Con il risultato finale di dormire male e recuperare male il proprio stress e la propria stanchezza fisica e mentale

Alla fine di tutto un giocatore di tennis è come se fosse una pallina sballottata come dentro un flipper tra rimbalzi e rilanci. E si può dire che nessuno vorrebbe fare una vita del genere. Nemmeno ai camionisti, che fanno un lavoro usurante tutto il giorno in giro con dei camion per le strade, mancano i momenti di riposo. La domanda allora è la seguente: perché un tennista viene fatto giocare come se fosse uno sparapalle da allenamento?

Dall’altro lato della barricata l’ATP certamente valuta, anche di nascosto, queste difficoltà. Ma forse è stritolato da chi vuole più giocate di tennisti sia per fare show sia per fare introito pubblicitario. Quindi deve magari calcare la mano su tutte le 24 ore. Nonostante questo, un giocatore non è e non può essere una macchina. Bisogna ricordarlo. E forse lo si è detto talmente tante volte che è diventato ininfluente dirlo. Si spera in un po’ di buon cuore da parte di qualcuno, per “smettere di far funzionare troppo i flipper”.

Foto: Generata con Copilot AI

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