Dopo Aldo Biscardi e la sua battaglia per la moviola in campo, si tende arbitralmente a non guardarlo, a lasciarlo inutilizzato

Risalendo storicamente nella televisione sportiva italiana, bisogna riprendere un noto giornalista sportivo come Aldo Biscardi. Che per qualche giovane tifoso classe 2000 non vorrà dire nulla, ma per quelli più attempati, nati prima degli anni 70, è stato un personaggio. Il suo storico processo calcistico è stato l’antesignano, l’antenato di tantissimi talk sportivi. Che sotto sotto hanno volutamente preso qualcosa dalla sua esperienza televisiva.

Il var non è un nemico

Una cosa per cui Biscardi è stato famoso è stata la sua battaglia per la moviola in campo. Considerando la moviola quel meccanismo televisivo di analisi video che rallentava in avanti e indietro una azione particolare. Durante il suo processo sportivo alla televisione lui faceva rivedere le azioni dei calciatori con questo meccanismo. E da qui si discuteva se c’era stato o meno fallo. Solo che la cosa rimaneva a uso e consumo del processo televisivo e nulla più.

Con l’avvento del digitale e delle sue potenti capacità, si è giunti al compimento, si può dire, della battaglia di Biscardi. Perché è stata creata la moviola in campo con il nome ai più conosciuto di VAR. Acronimo inglese per Video Assistant Referee mentre in italiano conosciuto come «arbitro di videoassistenza». Lo conoscono tutti. È quello schermo video sul campo cui stanno a capo arbitri assistenti che controllano le inquadrature del campo. E segnalano al direttore di gara se ci sono delle irregolarità.

Solo che con l’attuale dirigenza degli arbitri, questo strumento che ha avuto nel passato una utilità è stato leggermente accantonato. Si preferisce lasciare al direttore di gara la decisione riguardo le azioni dei giocatori. Insomma: il VAR è come se fosse diventato un nemico a tal punto che lo si lascia in campo inerte. La domanda che ci si pone a questo punto è questa: se una innovazione può portare beneficio senza togliere l’arbitro, perché la si vuole lasciare da parte fino all’inutilizzo?

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Una risposta a “Il var non è un nemico, anche se lo sembra diventato”

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